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Infrastrutture HA con Proxmox, ZFS e QNap

Negli ultimi anni molte aziende hanno iniziato a sentire sempre più il bisogno di avere un’infrastruttura IT davvero affidabile, capace di reggere senza problemi anche di fronte a guasti improvvisi o manutenzioni non pianificate. Una delle soluzioni più efficaci che ho avuto modo di implementare combina tre elementi che lavorano sorprendentemente bene insieme: Proxmox, ZFS e una coppia di NAS QNAP configurati per sincronizzare i dati in tempo reale.
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Tutto parte da Proxmox VE, una piattaforma di virtualizzazione che si è affermata come una delle alternative più solide e flessibili del panorama open-source. In un cluster composto da due o più nodi, Proxmox permette di distribuire le macchine virtuali in modo intelligente e, soprattutto, di garantire continuità anche se uno dei server dovesse avere un problema. È qui che entra in gioco ZFS, il filesystem scelto per lo storage locale sui nodi: offre snapshot istantanei, protezione contro la corruzione dei dati e un sistema di caching molto efficiente. In pratica, assicura che le VM girino rapide e al sicuro, senza bisogno di hardware proprietario o soluzioni particolarmente complesse.

A completare il quadro ci sono i due NAS QNAP. 
La loro funzione è duplice: da un lato fungono da deposito centralizzato per backup, ISO, template e vari tipi di archivi; dall’altro si sincronizzano tra loro in tempo reale, mantenendo sempre una copia aggiornata dei dati. Questo significa che, in caso di guasto del primo NAS, è sufficiente passare al secondo per continuare a lavorare praticamente senza interruzioni. La sincronizzazione continua, gestita tramite le funzionalità di replica di QNAP, garantisce che non si perda nemmeno una modifica.

Il risultato finale è un’infrastruttura che non solo è altamente disponibile, ma anche semplice da gestire e molto scalabile. 
Ogni componente ha un ruolo preciso: Proxmox assicura continuità dei servizi, ZFS protegge i dati sulle macchine virtuali e i QNAP li tengono al sicuro anche nel lungo periodo. 

Il tutto con un approccio che rimane economicamente sostenibile e che può crescere insieme all’azienda.

È un modo concreto ed efficace per ottenere una business continuity reale, senza dover ricorrere a soluzioni costose o eccessivamente complesse. E soprattutto, è una configurazione che si adatta facilmente a tante realtà diverse: PMI, studi professionali, ambienti enterprise decentralizzati o infrastrutture ibride.



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