L'economia rallenta: si può fare qualcosa?

Qual è la situazione

E’ fuori discussione che l’economia mondiale stia attraversando un momento di “difficoltà”. La grande maggioranza dei soggetti economici risentono, anche se non tutti nella stessa misura, degli effetti della “crisi”. L’economia italiana, in particolare, rischia di vedere sommati, agli effetti della crisi, gli effetti delle carenze strutturali che le sono caratteristici.

Crescita degli investimenti IT e della produttività nei principali paesiStudi recenti e meno recenti, di istituzioni italiane e soprattutto estere: l’OCSE, l’Unione Europea - col rapporto EIS (European Innovation Scoreboard), concordano nel classificare l’Italia, la sua economia e quindi le sue aziende, come in forte ritardo in un contesto internazionale, sia all’interno dell’Europa sia al suo esterno, sotto il profilo dell’innovazione.

Il grafico[1] evidenzia come l’Italia, fra i suoi più diretti concorrenti, sia il paese con il più basso tasso di investimenti in IT (Information Technology) ed il più basso indice di produttività.



[1] Fonte: Assinform/NetConsulting

Che ruolo ha l’innovazione in questo processo?

Molti analisti evidenziano una relazione diretta fra il tasso di innovazione, in particolare il tasso di investimenti in IT, ed il tasso di crescita del Pil. È oramai assodato come l’IT abbia assunto “un ruolo strategico e di crescita della produttività nelle principali economie” [1].

Molte delle nostre aziende oggi sopportano il peso – ed i costi - di processi poco efficienti. Tale fardello è destinato, alla lunga, a minacciarne la presenza in un mercato che, nel frattempo, si è rapidamente evoluto.

C’è possibilità di migliorare le cose?

Se è vero, com’è vero, che anche e soprattutto in periodi come il presente, la “tensione” alla ricerca di nuovi clienti e nuovi mercati non può – e non deve – essere allentata, è anche vero che, in tali periodi, risorse solitamente non disponibili possono essere impegnate in attività volte al miglioramento degli aspetti organizzativi, alla revisione dei flussi di informazioni, a corsi di formazione e, attraverso l’implementazione di strumenti innovativi di gestione ottenere significativi aumenti di produttività.

Alla fine del processo, un’azienda più scattante sarà pronta per cultura e strumenti ad affrontare una nuova fase di sviluppo.



[1] Ennio Lucarelli – Presidente Assinform – Presentazione anteprima Rapporto Assinform 2009